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WHV: Lavorare e viaggiare in Australia

Sydney Harbour - Fotografia di Oriana Pagano

Quando si tratta di Australia, sembrano esistere tanti tipi di visto quante sono le ragioni per visitarla. Ciononostante, tutto è spiegato in modo chiaro e con dovizia di particolari sul sito australiano del Department of Immigration and Citizenship, dove è possibile trovare informazioni aggiornate ed assicurarsi di scegliere il tipo di visto più adatto alle proprie esigenze.

Un visto molto popolare è il Working Holiday Visa (WHV), che consente a giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni di entrare in Australia e rimanervi fino ad un massimo di 12 mesi. Come si legge sul sito [traduzione mia]:

Lo scopo primario di questo visto è permetterti di trascorrere un periodo esteso di vacanza in Australia, durante il quale puoi integrare i fondi a tua disposizione con contratti di lavoro a breve termine.

Suona bene, non trovate? Per me si trattò fin da subito di un’opportunità da non perdere. Così, sul finire del 2009 – con il mio trentesimo compleanno che malizioso faceva capolino all’orizzonte, inoltrai la mia richiesta. Lasciai il mio lavoro a Dublino, impacchettai tre anni della mia vita in svariati scatoloni e acquistai un biglietto aereo per Sydney.

Ad oggi, rimane una delle migliori decisioni che io abbia mai preso.

Tramonto su Sydney - Fotografia di Oriana Pagano

Tramonto su Sydney, dal terrazzo del mio appartamento al 34esimo piano

Qualche consiglio

Da allora, in molti mi hanno chiesto di raccontare la mia esperienza ed il primo consiglio che normalmente rivolgo, a chiunque stia considerando di richiedere un visto Working Holiday per l’Australia, è sempre lo stesso.

Smetti di considerarlo. Fallo e basta.

Non lasciare che il timore di abbandonare la tua routine ti precluda esperienze nuove ed emozionanti.

Non rimanere ancorato al tuo lavoro. È soltanto un lavoro. Ne troverai un altro quando tornerai – se deciderai di tornare.

Non posticipare la tua decisione, perché più passano gli anni, più diventa difficile lasciare tutto e ricominciare daccapo.

Fa’ in modo di non avere rimpianti: non vuoi svegliarti a 31 anni e realizzare di aver perso un’opportunità.

E che opportunità. La libertà di vivere, viaggiare, lavorare e studiare in uno dei Paesi più evoluti e civili al mondo. La possibilità di immergersi in una società multiculturale; di imparare e crescere a livello sia personale che professionale. Il tempo di vivere come uno del posto, farsi nuovi amici, costruire nuove routine.

Cosa stai aspettando?

Lungo la passeggiata costiera da Bondi a Cogee - Fotografia di Oriana Pagano

Tra i miei preferiti a Sydney: la passeggiata da Bondi a Cogee

Quello che più mi piace del WHV è la sua declinazione in termini di possibilità, piuttosto che di obblighi: spetta interamente a te decidere come utilizzare il tuo tempo in Australia. Alcuni lavorano per i primi sei mesi e viaggiano per i restanti sei. Altri viaggiano non-stop e cercano lavori occasionali soltanto quando il salvadanaio è quasi vuoto. Alcuni cercano un impiego nella propria area professionale, mentre altri lo prendono come un anno sabbatico e preferiscono fare volontariato, o finanziare i propri viaggi tramite brevi impieghi nel settore agricolo.

Non esiste un modo “giusto” di affrontare e vivere l’esperienza Working Holiday. Il modo giusto è ciò che funziona meglio per te, in quel momento.

La mia esperienza

Prendete la mia storia per esempio. Quando feci richiesta per il mio WHV australiano, il mio obiettivo principale non era viaggiare. Certo, il viaggio faceva – come sempre – parte del piano, tuttavia lo scopo ultimo era semplicemente quello di vivere in Australia, conoscere il Paese dall’interno, e possibilmente continuare a crescere professionalmente, così come avevo fatto in Irlanda.

Anche per questo motivo, prima di entrare in Australia, m’imbarcai insieme ad un amico in un viaggio di sei settimane alla scoperta della Nuova Zelanda.

Durante quelle settimane, tutto ciò che avevo in mano e conoscevo del mio prossimo futuro era quel biglietto aereo, e una buona amica a Sydney che gentilmente mi aveva offerto ospitalità per i primi giorni. Non avevo la minima idea di quanto tempo avrei impiegato per trovare un lavoro o un posto dove stare, né in quale parte d’Australia avrei infine trovato entrambi.

Ricordo le serate trascorse nel camper ad inviare email e richieste di lavoro ad agenzie web nelle principali città australiane – finché il sonno non prendeva il sopravvento. Alcune aziende risposero, molte mi ignorarono. Tuttavia continuai imperterrita, finché un giorno finalmente ottenni una risposta da qualcuno che pareva interessato. Dopo un breve scambio di email, mi ritrovai con un colloquio fissato a Sydney proprio il giorno del mio ingresso nel Paese.
Come riuscii a fare una buona impressione dopo sei settimane di camper, un volo alle 6 del mattino e solo tre ore di sonno in corpo, non mi è ancora del tutto chiaro, tuttavia, evidentemente, ci riuscii. Due giorni dopo il colloquio, mi offrirono un lavoro. Nel mio sesto giorno in Australia, cominciai a lavorare come project manager nel loro moderno ufficio a Surry Hills.

Lo so, sembra pazzesco. Tuttavia amo raccontare questa storia per dimostrare che non c’è motivo di temere ciò che non si conosce. Ciò che è sconosciuto è eccitante, ricco di possibilità, e cose straordinarie possono accadere se solo glielo consentiamo.

Finii col rimanere presso quell’azienda per gli interi sei mesi che il mio WHV permetteva, imparando moltissimo e arricchendomi di due nuove, preziose, amicizie. In seguito, lasciai Sydney e partii alla scoperta dell’Australia, in un viaggio di tre mesi che non fece altro che confermare e rinsaldare il mio amore per questo straordinario Paese.

Avevo forse pianificato o anche solo sperato di trovare un così buon impiego in così poco tempo? Assolutamente no. Avrei la stessa opinione riguardo l’esperienza Working Holiday in Australia qualora le cose fossero andate diversamente? Assolutamente sì.

Sta tutto in quel primo salto nel vuoto, il resto verrà da sé. E tu? Hai già inviato la tua richiesta?


Data di viaggio: 12 gennaio – 23 novembre 2010

Questo articolo è la versione in italiano del guest post che ho scritto in inglese per Australia Rocky Travel. Ho deciso di scriverlo anche in italiano e pubblicarlo qui perché spero possa essere d’ispirazione, a giovani e meno giovani. Non mi stanco mai di consigliare un’esperienza di questo tipo, specie quando mi trovo di fronte a ragazzi capaci, disillusi da un Paese che sembra averli dimenticati e che fa di tutto per tarpare loro le ali. Invito chiunque voglia condividere la propria opinione, o abbia domande o perplessità sul WHV o sull’Australia, ad utilizzare lo spazio commenti qui sotto.

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